La Rogna dell’Olivo

La rogna dell’olivo è una malattia provocata da un batterio chiamato: Pseudomonas savastanoi. E’ una malattia piuttosto frequente e diffusa che colpisce olivi di tutte le età e interessa tutti gli organi della pianta. I sintomi che si presentano con maggiore frequenza sono costituiti da deformazioni (o tuberosità), inizialmente di colore chiaro che si scuriscono e crescono con il passare del tempo. Anche la loro superficie all’inizio si presenta liscia per poi man mano incresparsi. Questi sintomi si manifestano principalmente sui rami giovani, ma tale malattia può diffondersi a fusto, foglie, frutti e radici. Queste alterazioni sono causate dalla diffusione del batterio che sfrutta quali vie di accesso le ferite causate dagli agenti atmosferici o da alcuni tipi di insetto. L’attacco da parte del batterio può tuttavia esser dovuto anche a ferite procurate alla pianta in fase di potatura e/o utilizzando attrezzatura non correttamente ripulita. I rami colpiti deperiscono lentamente e, se non si interviene tramite delle potature adeguate, l’intera pianta subisce uno svilimento complessivo. Tali formazioni, inoltre, sottraggono nutrimento all’olivo e ai suoi frutti e portano di conseguenza ad una ridotta produzione che in alcuni casi può anche essere cospicua. Le infezioni da parte di questo batterio sono favorite da temperature miti e da elevata umidità. Il periodo di proliferazione massima si osserva generalmente in primavera quando gli ultimi freddi causano, quando le piante sono già in fase di ripresa vegetativa, le prime lesioni sulle piante. Il clima primaverile, tendenzialmente mite, ne favorisce poi la diffusione.

 

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L’intensificazione colturale ma anche i cambiamenti climatici in corso, con piogge battenti e umidità elevate per periodi di tempo sempre più lunghi, stanno portando a una recrudescenza della rogna dell’olivo, tradizionalmente tenuta sotto controllo con la potatura e qualche trattamento rameico. Non essendo oggi consentito l’uso di principi attivi antibiotici, la strategia di difesa deve essere impostata su criteri preventivi basati soprattutto sulla disinfezione tempestiva dei tagli di potatura e dell’accurata pulizia degli strumenti di lavoro. Ai fini della prevenzione, è sempre bene evitare interventi di potatura e raccolta nei periodi più umidi o di pioggia oppure quando, per vari motivi, le piante sono bagnate. Nel caso di forti grandinate o di danni da gelo è bene eseguire, subito dopo il verificarsi dell’evento, interventi preventivi ricorrendo alla poltiglia bordolese o a ossicloruri di rame. Si consiglia inoltre di ripetere il procedimento 5 o 6 giorni dopo. L’efficacia di tale ultimo tipo di lotta chimica risulta tuttavia limitata in quanto il rame non è un battericida specifico. Un’ulteriore tecnica innovativa e naturale, ma ancora in via di sperimentazione, potrebbe nei prossimi anni apportare un significativo contributo all’olivicoltura. Da uno studio condotto in Tunisia, pare che degli estratti di foglie di Lawsonia Inermis (hennè) svolgano un’efficace azione antibatterica mostrando nei confronti dei fitopatogeni elevati livelli di inibizione. I risultati ottenuti suggeriscono che questi concentrati a base di Henné potrebbero essere utilizzati per controllare efficacemente le malattie batteriche delle piante causate da Pseudomonas savastanoi.