L’ambiente più adatto alla coltivazione dell’ulivo

Non c’è un’unica tipologia di ambiente che risulta adatta alla coltivazione dell’ulivo tuttavia è noto che ci sono dei presupposti in termini di condizioni climatiche e microclimatiche, situazione pedologica e morfologia del territorio che rendono alcune aree maggiormente idonee rispetto ad altre. Dal punto di vista del clima è ben noto che l’olivo risulta piuttosto tollerante alle alte temperature anche se, quando queste superano i 40°C, le piante subiscono lo stress da caldo, soprattutto in presenza di limitate risorse idriche e alta umidità relativa. D’altro canto, l’olivo risulta abbastanza sensibile al freddo, specialmente in relazione ad alcune varietà. Generalmente, durante la fase di riposo vegetativo, la pianta perfettamente indurita resiste fino a temperature comprese tra -7 e -10°C limitatamente a poche ore durante l’intero periodo invernale. E’ tuttavia da ricordare che, trattandosi di una pianta sempreverde, non va in assoluta quiescenza sicché si possono verificare dei danni da freddo anche a temperature meno rigide (pari a circa -5°C)in relazione allo stato fisiologico della pianta.

Il microclima dovuto all’esposizione o ad altre peculiarità dell’area, è altresì di fondamentale importanza. Soprattutto laddove le temperature invernali sono piuttosto rigide, infatti, è auspicabile che l’appezzamento sia orientato a sud, sud-ovest evitando in ogni modo le aree esposte ad est, nord-est. Ulteriore condizione da valutare con attenzione è l’eventuale presenza di nebbia che, durante le fasi di fioritura e allegagione, può incidere sulla produttività. Per quanto riguarda l’aspetto geopedologico, la pianta di olivo risulta piuttosto tollerante sia nei confronti della struttura sia della ridotta fertilità sebbene prediliga terreni sciolti, di medio impasto e ben drenanti. E’ bene tuttavia che il tenore di argilla sia non superiore al 35-40%. La morfologia del territorio, come è facile immaginare, incide sui costi di gestione dell’oliveto in quanto da essa dipende la possibilità di praticare la raccolta e la potatura meccanizzata. Solitamente le pendenze non dovrebbero eccedere il 16-18%; per declivi maggiori è consigliabile realizzare gradonamenti e terrazzamenti utili tanto nella gestione delle pratiche agronomiche legate alla specifica coltivazione quanto alla difesa dell’areale dai fenomeni di erosione.